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USCITA DI MARTEDì 14 FEBBRAIO 2012
COVER STORY
Il Sole 24 Ore
Ce n’è abbastanza per pagare tutti i bonus delle società finanziarie londinesi per i prossimi 24 anni. E senza sforbiciate. Potrebbero servire anche a salvare i bonus i finanziamenti della Bce per le banche europee varati da Mario Draghi. E’ quanto in sostanza fa notare l’agenzia americana Bloomberg, sottolineando che le banche stanno beneficiando di una manna che potrebbe arrivare a 120 miliardi di euro, 158 miliardi di dollari. Un bell’aiuto che aumenterà i profitti degli istituti di credito. Royal Bank of Scotland, Bnp Paribas e Société Générale sono tra le 500 banche che hanno ottenuto i 489 miliardi di prestiti triennali della Bce concessi nell’asta di dicembre, osserva la Bloomberg in un lancio ripreso tra gli altri dal San Francisco Chronicle. A un tasso d’interesse annuo dell’1%, è un affare. Si stima che i prestiti arriveranno a un totale di 1.200 miliardi dopo la seconda asta di fine febbraio. Una somma record che potrebbe permettere alle banche di risparmiare 120 miliardi in tre anni. Secondo Morgan Stanley, “ciò potrebbe aumentare del 10% i profitti delle banche in Italia e in Spagna”.
ECONOMIA & FINANZA
la Repubblica
Due mesi verità diranno se la governance di Unicredit si può normalizzare o resterà balcanizzata e meno efficiente rispetto alle rivali europee. La contesa è incerta e di difficile lettura, l’uomo chiamato a dirimerla, un tedesco: Dieter Rampl, ex leader di Hvb che dopo un triennio passato a fare da mobilia ad Alessandro Profumo, in neppure due anni s’è ritagliato un ruolo centrale nei bivi tra soci e manager. Tra oggi e domani il banchiere bavarese avrà gloriosa sanzione del suo status come esponente della missione in Italia nella quale il presidente della Germania, Christian Wulff, incontrerà Giorgio Napolitano nel tentativo di serrare le relazioni economiche tra i due paesi. A Rampl, quale presidente, tocca la sintesi tra Fondazioni che temono di perdere la presa sulla banca e altri soci privati italiani e globali stranieri, rafforzati dal sostegno alla ricapitalizzazione da 7,5 miliardi. A lui spetta applicare le disposizioni Eba sulla governance delle vigilate europee, la parte del pacchetto di rafforzamento patrimoniale da realizzare entro giugno che ha prodotto in gennaio la lettera con cui Bankitalia chiede delucidazioni su come tutti i consiglieri di banche saranno "professionalizzati", con chiare e documentate competenze su gestione dei rischi, responsabilità sociale, settori operativi
la Repubblica
Mancano due mesi all’assemblea dell’11 maggio di Unicredit a Roma, per votare il bilancio e rinnovare il consiglio di amministrazione. Entro metà aprile vanno presentate le liste per i candidati consiglieri e salvo sorprese ce ne sarà solo una, con la conferma del presidente Dieter Rampl e dell’ad Federico Ghizzoni. Il cda, attualmente di 20 membri, dovrebbe ridursi di qualche unità
Dagospia
Il passaggio più interessante di questa lenzuolata (scritta e confezionata su misura ancor prima che arrivasse il rating negativo di Standard & Poor's) riguarda il management di Intesa che secondo Cucchiani è "coeso e di primordine", ma rispetto al quale non esclude la possibilità di inserire "qualche talento proveniente da culture diverse all'interno della nostra struttura". Questo concetto era già affiorato in qualche dichiarazione fugace, ma l'insistenza con cui l'ex-"tedesco" di Allianz ritorna sull'argomento ha fatto rizzare le orecchie ai piani alti della banca dove corre voce che le due poltrone di Marco Morelli e Gaetano Miccichè stiano traballando. Non è un mistero che dopo la dipartita (politica) di Passera Marco Morelli, direttore generale vicario e responsabile della Banca dei territori, ambisse alla successione di Passera buttando sul piatto un curriculum che lo ha visto attraversare realtà come UBS, JP Morgan e MontePaschi
il Giornale
Piazza Affari chiude sulla parità, con l'indice Ftse Mib in rialzo dello 0,05%, dopo una seduta comunque all'insegna dell'ottimismo sul via libera ad Atene alle nuove misure per sbloccare gli aiuti Ue. Unicredit lascia il 3,79%, in una seduta che penalizza un pò tutti i grandi nomi del credito. La peggiore è Bpm (-4,75%) con Mps (-3,39%). Intesa Sanpaolo lascia l'1,97%
la Repubblica
Il pm di Milano Roberto Pellicano, dopo aver analizzato i verbali redatti dalla Guardia di finanza di un centinaio di obbligazionisti del convertendo Bpm, ha iscritto nel registro degli indagati Massimo Ponzellini, ex presidente già finito nel mirino della Procura di Milano per finanziamenti a società nel settore del gioco. Con lui iscritti anche Enzo Chiesa, che ai tempi dell'emissione era condirettore e da qualche giorno si è dimesso dalla carica di dg, l'ex direttore generale Fiorenzo Dalu e il responsabile della funzione compliance, Ivano Venturini. Per i quattro l'accusa è di truffa. I fatti risalgono all'estate-autunno del 2009
La Stampa
La scure delle agenzie di rating non si ferma. Nonostante le riforme avviate dal nuovo governo Monti e il deciso allentamento della pressione sui mercati finanziari, nella tarda serata di ieri è arrivata l’ennesima bocciatura per l’Italia. Questa volta a parlare è stata l’agenzia Moody’s che ha fatto fare un passo indietro al rating del nostro Paese che passa così ad «A3» dal precedente «A2». Rimane poi invariato l’outlook negativo sull’Italia che sta ad indicare la possibilità di un peggioramento futuro del quadro. A finire sotto la mannaia dell’agenzia di rating non è soltanto il nostro Paese. Quella di ieri notte è stata una vera e propria pioggia di declassamenti sull’Europa. Moody’s ha infatti bocciato anche il Portogallo da «Ba2» a «Ba3», la Spagna addirittura di due livelli in un colpo solo da «A1» ad «A3», Malta da «A2» ad «A3», Slovacchia da «A1» a «A2» e Slovenia da «A1» ad «A2». Anche per tutti questi Paesi l’outlook è visto negativo. E’ stato poi rivisto a negativo anche l’outlook di Francia, Gran Bretagna ed Austria che tuttavia non hanno visto variare il proprio rating immutato ad «A». Confermato il giudizio «AAA» sulla Germania
il Giornale
Il fronte che si oppone alla «grande Unipol» prosegue l'avanzata su Fonsai. Dai computer dei grandi broker internazionali ieri sono partiti nuovi ordini di acquisto e in Piazza Affari c'è stata un'altra esplosione: il titolo del gruppo assicurativo, più volte in asta di volatilità, ha terminato la seduta in rialzo del 18,3% a 1,6 euro tra scambi per il 7% del capitale. Nelle ultime due settimane Fonsai è salita del 154%. A guidare la sfida a Mediobanca e Unicredit, grandi creditrici dei Ligresti, appare ancora una volta Palladio Finanziaria. La cassaforte di Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago sarebbe infatti già salita oltre il 2,25% finora dichiarato, e deterrebbe ormai una quota «rilevante» di Fonsai: nei prossimi giorni dovrebbe aggiornare la posizione alla Commissione di Giuseppe Vegas (la prossima soglia è il 5%)
la Repubblica
Chi metterà le mani sul pingue bottino che il nuovo aggregato assicurativo UnipolFonsai dovrà sacrificare come conseguenza dell’intervento dell’Antitrust? Gli analisti hanno già cominciato a fare dei calcoli su quali attività saranno messe in vendita e per quale importo. UnipolFonsai ha una market share nel ramo danni di circa il 32 per cento (e addirittura del 37 nell’Rc auto). Per l’Antitrust il limite formale (ma, si badi bene, per ogni singola provincia), è del 30 per cento. Ma in passato la stessa autorità ha adottato con Generali, in particolare criteri più restrittivi, intorno al 25 per cento. Se così fosse, considerando che la raccolta premi di FonsaiUnipol in questo ramo è intorno ai 12 miliardi, una riduzione siffatta produrrebbe una vendita di asset di almeno 2,53 miliardi di euro. Questa misura, lungi dall’essere un problema, sarebbe invece una benedizione per il nuovo gruppo «perché spiega un analista deconsoliderebbe rischi e irrobustirebbe il capitale». Quindi, è una misura quantomai opportuna
la Repubblica
Brillante. Determinato. Vanitoso. Qualche volta aggressivo. Capace di arringare la platea e di coinvolgere l’uditorio, anche se il carisma vero è un’altra cosa. Chi ha lavorato insieme a Carlo Cimbri magari lo apprezza, più raramente lo ama, quasi sempre gli riconosce grandi doti di concentrazione ma soprattutto di determinazione. Quella che, ora, lo ha portato ad accogliere l’invito di Piazzetta Cuccia per intervenire a fianco del più blasonato milieu bancario milanese nel salvataggio del gruppo PremafinFonsai. Guidando la compagnia assicurativa di Via Stalingrado che già a partire dall’indirizzo è tutta un programma dritta dritta nel cuore dei salotti buoni della finanza (anche se Cimbri ha subito dichiarato che gli interessano le polizze e non le partecipazioni finanziarie). Dribblando una concorrenza a dire il vero nemmeno troppo agguerrita, per "avere un’assicurazione" dopo che qualche anno fa era tramontata nel peggiore dei modi la battaglia per "avere una banca"
il Giornale
Settimana cruciale per capire se nel futuro di Fonsai c'è solo il matrimonio con Unipol, cui fanno da sensale Mediobanca e Unicredit, o se invece ci sarà un altro epilogo alla storia finora scritta dalle banche. L'ingresso dei «dogi» di Palladio Finanziaria per ora non sembra nascondere una cordata capace di far saltare il progetto Unipol. Ma di certo spariglia le carte della partita. La holding veneta ha investito 10 milioni per il 2,25% del capitale della ex compagnia dei Ligresti e potrebbe continuare lo shopping
Corriere della Sera
Rcs MediaGroup chiude il 2011 con ricavi consolidati in lieve calo del 2,7% a 2.075 milioni e con un margine operativo lordo di 167,5 milioni dai 186 milioni del 2010. L'indebitamento finanziario netto scende di circa 33 milioni a 938 milioni. L'utile operativo lordo è positivo per 188,6 milioni e in miglioramento di 2,6 milioni. La controllata spagnola Unidad Editorial - ha comunicato la società che edita Corriere della Sera e Corriere.it nella nota sui risultati preliminari - viene svalutata per 300 milioni di euro circa
la Repubblica
Il colosso che estrae e commercializza un diamante su tre, ha chiuso l'anno con profitti record grazie al boom delle quotazIoni delle pietre preziose e all'aumento della domanda di gioielli in Cina. Per il 2012 attesa una crescita più moderata e una ripresa delle vendite in Usa
AFFARI PERSONALI
Il Sole 24 Ore
Il Tesoro ha collocato BoT a un anno e a 127 giorni per 12 miliardi, il massimo importo previsto, registrando un calo dei tassi. Per il BoT annuale, il tasso medio è sceso al 2,23% dal 2,735% del collocamento del 12 gennaio e la domanda ha superato l'offerta di 1,09 volte, risultando non altissima, a causa di «un problema tecnico nell'immissione degli ordini dell'asta Bot di oggi può aver influito sul risultato del "bid-to-cover" (rapporto tra domanda e offerta, ndr)», informa la Banca d'Italia, spiegando che sono in corso verifiche per accertare la ragione del problema
Morningstar
Tradizionalmente, all’inzio di ogni anno si rivede la propria asset allocation e si cerca di prevedere quali scelte potrebbero rivelarsi vincenti. Il problema è che il 2011 si è chiuso lasciando molte domande aperte. Le autorità europee riusciranno a risolvere la crisi del debito sovrano? Esiste davvero la possibilità di una nuova recessione nel 2012? I mercati emergenti torneranno a crescere? L’oro si confermerà come bene rifugio? Proprio il metallo giallo sembra essere ancora al centro dell’attenzione, ma se nei due anni passati è stato il bene fisico a regalare le gioie migliori, nel 2012 la scommessa potrebbe essere puntare sulle aziende che lo estraggono
INCHIESTE
la Repubblica
L’accordo è stato salutato come una svolta storica, forse addirittura la parola "fine" alla vicenda ignobile dei mutui subprime, nonché l’inizio di una ripresa per il mercato immobiliare americano. Si tratta di un maxipatteggiamento: i protagonisti sono da una parte l’Amministrazione Obama e le procure generali di 49 stati Usa, dall’altra cinque tra le più grandi banche americane che operano nel credito per la casa (Bank of America, JP Morgan Chase, Citigroup, Wells Fargo, Ally Financial). In cambio di una chiusura delle indagini giudiziarie e quindi di una rinuncia ai processi, le banche hanno accettato di pagare oltre 25 miliardi di dollari di indennità ai clienti. E’ il secondo maggiore risarcimento nella storia americana dopo quello dell’industria del tabacco. La maggior parte di questo denaro, 17 miliardi, andrà alle famiglie che hanno subito (o rischiano di subire presto) il pignoramento dell’abitazione, con il conseguente sfratto e vendita giudiziaria
Il Sole 24 Ore
Prezzi da saldo, complice la crisi, che consentono di raggiungere mete fino ad allora inarrivabili, come la biellese Sinterama che ha conquistato il concorrente più temuto, la tedesca Trevira, finita in amministrazione controllata. O la bolognese Sergiolin che si è aggiudicata la storica pelletteria francese Lamarthe. Le operazioni diventano così la chiave di accesso su un nuovo mercato con un Cicerone d'eccezione. Gli ostacoli non mancano ma l'unione fa la forza: si fanno sinergie su Ricerca e Sviluppo o si crea una rete di distribuzione integrata
Corriere della Sera
A confronto, il calo del reddito nazionale tra l'1 e il 2% previsto per il 2012 sembra un'inezia. Perché quello di cui parliamo ora vale - in termini percentuali - 35 volte tanto. E' il crollo del 53% degli investimenti diretti esteri entrati in Italia nel 2011: in termini assoluti non sono naturalmente i maxinumeri del Pil, ma il loro peso vale comunque molto, anche come volano dell'economia. Il calcolo - quel dimezzamento in soli dodici mesi - arriva da chi dell'argomento se ne intende: il Comitato investitori esteri di Confindustria, un «club» di oltre ottanta aziende internazionali, dalla «corporate America» al «made in Germany». Ma se quel -53% fosse solo una sorta di contingenza, un numero particolarmente duro perché riferito a un anno - il 2011 - altrettanto difficile per l'Italia? Purtroppo non è così. In base a dati Ocse, l'Italia è penultima in Europa - davanti solo alla Grecia - nella classifica di chi tra il 2001 e il 2010 ha incamerato maggiori investimenti esteri
Il Sole 24 Ore
Basteranno mille cervelli per far crescere, ulteriormente, la Cina? Secondo il programma lanciato lo scorso novembre dal governo cinese pare di sì. Il pacchetto One Thousand Foreign Experts Project prevede di introdurre da 500 a 1000 professionisti stranieri, nei prosssimi dieci anni, da inserire nelle società, nelle istituzioni e nelle università del Paese. Fino ad ora hanno aderito al progetto 214 esperti provenienti da Stati Uniti,Giappone e Germania che verranno reclutati per stimolare l'innovazione e promuovere la ricerca scientific
Wired
Dai mostri della Silicon Valley, come Sean Parker, ai geni di casa, come Massimo Marchiori, Massimo Banzi o i tre giovani italiani che hanno ideato Mashape. Dagli attivisti per i diritti umani, come Chen Guangcheng in Cina o Srdja Popovic, in Serbia, ai cervelloni, come Fabiola Gianotti, che al Cern insegue il bosone di Higgs, Elena Cattaneo che in Italia fa ricerca sulle staminali embrionali, o Riccardo Signorelli, che ha sviluppato una superbatteria a nanotubi di carbonio per le automobili. C’è chi sogna città più umane, intelligenti e sostenibili, come Carlo Ratti o Joi Ito, e chi un mondo più equo, come Nathan Eagle, ideatore del mobile crowdsourcing. C’è chi mette la tecnologia al servizio dell’istruzione, come Salman Khan, e chi dell’ambiente, come Drew Purves. Chi lotta con un blog, come Amira al Hussaini, e chi con una fotografia, come Marco Berrebi. C’è chi difende l’open source in virologia, come Ilaria Capua, e chi sfrutta il social network per incontrare l’amore. Ognuno porta il proprio contributo per costruire il domani
COMMENTI
la Repubblica — Massimo Giannini
Ci si aspettava un intervento mirato del governo, soprattutto sul fronte di BancoPosta, il braccio finanziario del gruppo guidato da Massimo Sarmi. Nel testo, invece, non c’è niente. Il ministro dello Sviluppo, subito dopo il varo del provvedimento, in un’intervista al nostro giornale aveva negato qualunque ipotesi di scorporo del Banco da Poste Italiane. Ma nelle settimane successive qualcosa dev’essere cambiato. Mercoledì scorso, in un’audizione alla Commissione Industria del Senato, Passera ha annunciato «la disponibilità del governo a valutare la separazione del servizio BancoPosta da quello postale». Un’inversione a U. Sorprendente, ma anche confortante. Per una separazione dell’attività bancaria delle Poste, da tempo, premono sia la Banca d’Italia che l’Antitrust. Sarebbe un’operazione utile, da molti punti di vista. Valorizzerebbe l’attività del Banco, e sarebbe prodromica ad una sua eventuale privatizzazione
Il Sole 24 Ore — Isabella Bufacchi
Saranno venti giorni di fuoco, tra domani e il 5 marzo, per la Grecia e anche per i titoli di Stato italiani: il calendario degli appuntamenti europei incentrati sulla crisi greca è fitto nelle prossime tre settimane, tanto quanto quello delle aste e dei maxi-rimborsi con BoT, BTp, CcT e CTz in scadenza per oltre 50 miliardi. La concomitanza dell'evoluzione del drammatico default greco con le emissioni del Tesoro ha contribuito a provocare dalla metà dell'anno scorso, in automatico, l'allargamento dello spread BTp-Bund e l'aumento dei rendimenti. Questa volta, invece, gli effetti perversi del contagio potrebbero risultare meno devastanti, tollerabili
la voce — Tito Boeri
In questi mesi abbiamo sempre guardato all'evoluzione dello spread fra Btp e Bonos perché rimuove gli effetti degli interventi della Bce a sostegno di Italia e Spagna e altri shock comuni ai due paesi, come l'evoluzione della crisi greca. Come si evince dal grafico, il differenziale tra i due spread era arrivato a fine dicembre fino a 200 punti base, segnando un netto peggioramento delle percezioni del rischio Italia rispetto alle valutazioni sulla Spagna. La svolta nelle percezioni sembra essere intervenuta non tanto con il varo della manovra "salva Italia", che ha avuto poco effetto sullo spread, quanto con il decreto liberalizzazioni
La Stampa — CHARLES A. KUPCHAN
Importanti pubblicazioni su entrambe le sponde dell’Atlantico sono piene di riflessioni ansiose sul futuro dell’Occidente. E per una buona ragione. L’Europa e gli Stati Uniti stanno attraversando contemporaneamente un periodo prolungato di debolezza economica e politica. Nel frattempo, molte delle potenze emergenti del mondo godono di una crescita economica stabile e stanno allargando la loro influenza geopolitica. Si profila all’orizzonte l’eventualità di un’epoca «post-occidentale». Di recente Zbigniew Brzezinski e Marta Dassù hanno dato sulle pagine de La Stampa il loro ponderato contributo a questo dibattito. Brzezinski suggerisce che l’Occidente dovrebbe rafforzarsi attraverso l’ampliamento verso Est, estendendo il suo retaggio alla Russia, alla Turchia e agli alleati asiatici pronti a vigilare sulla crescita della Cina. Dassù sostiene che l’Occidente dovrebbe guardare non solo a Est, ma anche a Sud, includendo il Brasile e gli altri in una più ampia comunità «panatlantica». Come ha fatto in tutta la sua storia, Brzezinski e Dassù concordano su questo, l’Occidente dovrebbe rafforzarsi attraverso l’espansione geografica
la voce — Daniele Grasselli
Il mercato dell'auto in Europa continua a registrare risultati negativi e le prospettive per il 2012 non sono rosee. Per Fiat è prioritario riacquistare competitività nel Vecchio Continente che rappresenta ancora più del 27 per cento delle sue vendite, addirittura il 52 per cento se si esclude l'apporto di Chrysler. Alla casa torinese serve un partner le permetta di superare la soglia dei 6 milioni di veicoli prodotti. Psa e Suzuki sembrano corrispondere all'identikit dell'alleato ottimale. Con gli asiatici in vantaggio perché sui francesi pesano difficoltà di ordine politico
INTERNAZIONALE
The Wall Street Journal
As struggling European lenders seek lifelines by borrowing from the European Central Bank, individual central banks in the euro zone are expanding the types of assets that can be pledged to tap the loans. But not all collateral is created equal. Seven of the 17 euro-zone central banks are crafting rules that will increase the diversity of assets that banks are permitted to pledge, enabling the firms to borrow an estimated €200 billion ($264 billion) more than under the old rules. In an aspect of the plan that is drawing scrutiny, each central bank is able to tailor its requirements ... (abbonamento)
The Wall Street Journal
On a day of celebration for lovers, chocolate manufacturers and greeting-card merchants, spare a thought for European banks. The Old Continent's lenders haven't been getting much love from investors and regulators lately, and for good reason. Only an incurable romantic, or a risk-hungry hedge fund, can believe that Europe's financial groups will survive unscathed the triple-whammy of domestic economic woes, stricter capital rules and market fears over their health. As with all troubled relationships, both parties should take the blame: Regulators and investors are being tough on banks but banks aren't being tough enough on themselves. A simple solution is staring the likes of Deutsche Bank AG, BNP Paribas SA and Banco Santander in the face: large, decisive, increases in capital through equity sales that would allay investor concerns and boost balance sheets. With the year-end results almost all out of the way, banks should start raising capital soon
Der Spiegel (versione inglese)
Global investor George Soros considers the German government's policies in the euro crisis to be disastrous. In a SPIEGEL interview, he warns of a vicious circle triggered by Chancellor Angela Merkel's strict austerity measures and pleads for more money to be pumped into the countries most plagued by the debt crisis
Bbc
Premier Wen Jiabao is set to meet EU President Herman Van Rompuy and European Commission President Jose Manuel Barroso in Beijing. Syria and Iran may also be discussed plus the refusal by Chinese airlines to pay an EU tax. But the top topic is expected to be the financial crisis in Europe and how China might be able to help. "The debt issue is at a critical juncture," foreign ministry spokesman Liu Weimin said on Monday. "We believe that as China's largest trading partner and the largest economy in the world (collectively), it is important for the European Union to resolve this issue." The two EU leaders will also meet President Hu Jintao on Wednesday
The Wall Street Journal
What do chief executives do all day? It really is what it seems: They spend about a third of their work time in meetings. That is one of the central findings of a team of scholars from London School of Economics and Harvard Business School, who have burrowed into the day-to-day schedules of more than 500 CEOs from around the world with hopes of determining exactly how they organize their time—and how that affects the performance and management of their firms.
TECNOLOGIA
la Repubblica
Negli Usa gli utenti di Zipcar (www.zipcar.com) arrivano in un aeroporto o una stazione, o semplicemente escono di casa, attivano un’App sullo smartphone, vedono se c’è un’auto disponibile tra quelle che fanno capo al servizio: se sì, la loro cartachip viene attivata per aprire e mettere in moto proprio quell’auto e basta. Si sale. Si va dove si deve andare, la si parcheggia e la si lascia lì, disponibile per il prossimo utente. Il costo verrà addebitato sulla carta di credito, come la bolletta telefonica o il telepass in autostrada. La si può chiamare in mille modi: mobilità 2.0, o direttamente economia 2.0. oppure shared economy, economia della condivisione. Ma il fenomeno oramai è partito. E il car sharing (che in versione «municipalizzata», ossia gestita direttamente dai Comuni, purtroppo spesso male, è già arrivato anche qui da noi) ne è solo la punta dell’iceberg
Wired
Il primo tablet Samsung con Android 4.0 Ice Cream Sandwich. Il Galaxy Tab 2 è il successore del primo tablet con schermo 7 pollici lanciato all'Ifa di due anni fa. Schermo 7” WSVGA con risoluzione 1024x600, processore Nvidia dual core da 1GHz, sarà disponibile a partire da marzo in versione Wi-fi o Wi-fi con 3G (connettività Hspa da 21Mbps), prima nel Regno Unito e poi nel resto d'Europa. Può essere utilizzato anche per telefonare e supporta videochiamate multiutente tramite Google+ Hangout (fotocamera anteriore Vga e posteriore da 3Mpixel), così come chat di gruppo, grazie al servizio multipiattaforma ChatOn
Wired
Il mese di febbraio ha portato un vero terremoto nel mondo dei computer con tante novità pronte a mettersi alla prova in uno dei mercati più affollati dell'hi-tech. La prima novità la troviamo subito in vetta con il Samsung Serie 5 Ultra, un portatile sottile, leggero e superpotente. Tanti i punti di forza: il guscio è in alluminio, si avvia in 20 secondi da spento (e in 2 da stand-by) e ha lo schermo con risoluzione 1600x900 pixel. È poi l'unico ultrabook a mantenere il lettore dvd. Subito dietro troviamo la vera star del mese, il Raspberry Pi, un salto indietro nel tempo quando i computer erano dei chip saldati su una scheda e i linguaggi di programmazione erano a riga di comando. L'obiettivo è di avvicinare i più giovani alla programmazione e far riscoprir loro cosa vuol dire smanettare sul serio. Ai posteri l'ardua sentenza
la Repubblica
Apple vola. E al prossimo G20 in Messico potrebbe anche sorgere il dubbio se invitare o meno la creatura di Steve Jobs a prendere parte ai lavori. Per la prima volta nella sua storia Cupertino ha superato la soglia dei 500 dollari per azione, portando la sua capitalizzazione a oltre 468 miliardi di dollari insidiando il Pil del Belgio, ventesima potenza economica mondiale, fermo a 472 miliardi di dollari. E, soprattutto, staccando Exxon, la regina dei listini mondiali fino allo scorso anno e oggi retrocessa al secondo posto con una capitalizzazione di "appena" 402 miliardi. Il Ftse Mib di Piazza Affari vale, in dollari, 255 miliardi. Poca più della metà
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1) Qual è il futuro per il conto di deposito

5% e anche di più. Le banche, in crisi di liquidità, si sono auto-finanziate allettando nuovi e vecchi clienti. E i tassi dei depositi sono schizzati verso l’alto. Ma ora che è intervenuta la Bce ad arginare il problema che cosa accadrà ai rendimenti? Subiranno dei tagli? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto a Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca Ifis, la banca più innovatrice del mercato su questa tipologia di prodotto. Che dopo aver lanciato Carta Rendimax annuncia un’altra novità

2) Migliorconto/11. Miglior Online: Conto IW di IWBank

Tra le banche solo-online senza filiali e senza sportelli si aggiudica il titolo di miglior conto 2011 Conto IW di IWBank. Perché ha canone fisso a zero e operazioni illimitate gratuite incluse. E in più garantisce rendimenti extra agganciando il deposito gratuito IWPower Special Summer Editon. Per far rendere le somme depositate fino a un massimo del 4,50% lordo. A seguire, nella top three, anche Conto Webank di Webank.it e BancoPosta Click di BancoPosta

3) ING Direct: "Ecco perché la banca online apre le filiali" (Aggiornato)

Dopo Bergamo, Padova, Roma e Venezia, apre a Milano la quinta filiale a marchio ING Direct, la banca solo online per eccellenza. Con qualche cosa in più rispetto alle tradizionali filiali di banca. Cosa c’è di nuovo? Come funziona? E, soprattutto, perché una banca solo online inizia a puntare sul rapporto diretto con i clienti? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto ad Alfonso Zapata, General Manager di ING Direct Italia

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8) Conti di deposito. A caccia di rendimenti

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I fondi etici non sono tutti uguali ma, mediamente, hanno performato meglio rispetto ai fondi comuni tradizionali. È quanto emerge dal Secondo Rapporto sui Fondi Etici in Italia, che classifica i migliori prodotti d’investimento socialmente responsabili in Italia ed include un’analisi sulle performance dei fondi realizzata in collaborazione con Morningstar.

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